Martedì 24 novembre 2009, alle ore 17.45, il gruppo di lettura si è ritrovato per discutere il libro di Anne Tyler, La figlia perfetta.
Si narra la vicenda di due famiglie adottive che vivono negli Stati Uniti, una americana e l’altra di origine pakistana, che si conoscono il giorno dell’arrivo dalla Corea delle bambine e che iniziano a frequentarsi. Si mettono in evidenza cosa le accomuna e cosa le differenzia attraverso i vissuti di ognuna e i momenti di incontro, quasi sempre occasioni per festeggiare qualcosa.
Quasi tutte sono rimaste molto deluse dal libro.
Non hanno capito il senso della vicenda, quindi la lettura è stata vissuta come un compito.
Si tratta di un libro che non si ricorderà: noioso, ripetitivo, per le innuveroli riunioni di famiglia legate alle ricorrenze (compleanni, raccolta delle foglie in giardino, arrivo delle bambine, ecc) alcune consuete e altre inventate, ma che diventeranno tradizionali in questi clan. Si pone l’accento sul fatto che queste feste, definite da alcune delle pagliacciate, con cadenza annuale, ritornano spesso e sono simili anche nella descrizione. In questa ripetizione il lettore si perde.
Per fortuna a qualcuna la figura di Mariam, la mamma vedova della famiglia pakistana, è piaciuta molto. Rispetto a questo personaggio ha interessato molto la critica che la Tyler fa alla società americana contemporanea, azzardando che la società italiana si sta americanizzando.
È piaciuto molto il rapporto molto profondo tra Mariam e Dave, persone diverse per origine e cultura, che hanno in comune la perdita del consorte, a sottolineare che il dolore può accomunare.
Poche hanno trovato bello lo spazio che l’autrice dà alle bambine adottate e che mette in contrasto il mondo adulto e quello dell’infanzia. Nel mondo adulto c’è parecchia solitudine. Per questo la Tyler invita tutti a condividere l’esistenza. Qualcuna riflette anche su questa frase: “Quando i figli ti assomigliano tendi a dimenticare che sono persone perché ti identifichi troppo”, trovandola molto vera.
Una lettrice, a cui il libro è piaciuto molto, l’ha definito un racconto dell’intimità quotidiana.
Purtroppo sarà un libro di cui la maggioranza delle lettrici non ricorderà.
Il prossimo incontro è fissato per martedì 15 dicembre 2009, alle ore 17.45. la discussione sarà sul libro di A.M. Homes, La figlia dell’altra.
Grazie alla lettrice che ha definito il racconto della Tyler ” Un racconto della intimità quotidiana “, anch’io la penso così, ma non avevo trovato le parole per dirlo .