Martedì 3 febbraio 2009, ore 17.45, il gruppo di lettura della biblioteca di Melegnano si ritrova e, questa volta, felicemente mi smentisce. Le partecipanti sono tutte presenti tanto che non accadeva. Sarà stato il libro di Anna Gavalda, Insieme e basta?
Entriamo subito in argomento lasciando la parola alle lettrici. La vicenda di Insieme e basta sembra una piacevole ricetta di vita, un po’ scontata, ma gradevole. Si ritrovano argomenti complessi come il tema del diverso, dell’anziano in famiglia, della sofferenza e della solitudine, trattati con leggerezza e vivacità. La lettura per tutte è stata piacevole, per nulla noiosa, con la voglia di continuare l’”esplorazione” per giungere al finale che però non ha convinto tutte perché troppo roseo e legato ai buoni sentimenti.
Quattro personaggi solitari in una città come Parigi sono i protagonisti della storia: Le loro vite si incontrano e le loro solitudini possono essere sopportate proprio grazie a questo incontro. Possono intessere tra loro delle relazioni che svelano situazioni impensate e impensabili che conducono alla conoscenza profonda dell’altro. Alcune lettrici azzardano che i protagonisti si comprendono e si aiutano solo perché sono così diversi tra loro e perché alle spalle hanno un vissuto di sofferenza interiore importante. Quando si ha sofferto, si è infatti più disponibili a comprendere la sofferenza dell’altro. Sono tutti personaggi scombinati, ma liberi e corazzati nei confronti del perbenismo. Questo li rende e li fa sentire unici e ricchi interiormente nonostante la scrittura leggera e gradevole, cosa che alcune trovano tipica delle scrittrici francesi di ultima generazione.
Il libro ha in se altri elementi di forza come la pittura, grosso ingrediente della storia e strumento per capire l’altro, o la cucina, che essendo un’arte comprende e fa sembrare bello chi la esercita.
Ma la forza di questo libro sta soprattutto nell’unione tra i personaggi: insieme sono forti nei confronti delle vicissitudini e delle imprevedibilità della vita.
C’è sempre chi tra le lettrici è fuori dal coro, ma è anche giusto che sia così. C’è chi ha percepito Camille come il fulcro della storia, che fa cambiare positivamente le vicende delle persone che incontra, come se tutto quello che tocca diventasse oro. Questo è un aspetto che disturbato. È uno sbilanciamento di tutta la storia, come se la leggerezza del libro fosse troppo scontata. Ma altre lettrici hanno ragionato che la ragazza potesse essere una fata, la cosa è piaciuta molto.
Il libro è una bella lezione di buoni sentimenti, dove la complessità della trama procede con lo sviluppo dei sentimenti stessi, positivi nei confronti della vita.
Prossimo appuntamento martedì 3 marzo 2009, ore 17.45, con il libro Stupore e tremori di Amélie Nothomb.
Ho avuto da Franco la notizia di questo blog. Ne ho approfittato per prendere spunto su cosa leggere. Ho letto “Insieme e basta” e sto per iniziare “Stupore e tremori”.
“Insieme e basta” mi è molto piaciuto. Mi sono fidata dei commenti pubblicati in seguito al vostro incontro e ho fatto bene!!
Io però non ho pensato a Camille come a una fata. Credo che la storia voglia insegnarci semplicemente a chiedere aiuto e a darne. Condizioni queste che portano giovamento a tutti!
Grazie per il tuo contributo. Siamo felici di avere stimolato le tue letture e di avere qualcuno che ci segue.
Adesso stiamo leggendo Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano.
Del romanzo ho apprezzato la tenerezza, i sorrisi, l’ironia, la pittura, la cucina e quel riuscire a mettere insieme strofinacci e tovaglioli.
L’ho letto in francese ho trovato godibilissimo il contrasto tra la lingua delil cuoco e quella del venditore di cartoline.