È giovedì 8 gennaio 2009. Sono le 17.45. Il gruppo torna a riunirsi per discutere il libro La madre che mi manca di Joyce Carol Oates.
Il gruppo ha cambiato giorno della settimana per questa volta, per le festività natalizie appena passate, ma oggi è poco numeroso a causa del brutto tempo e della molta neve caduta che sta cadendo ancora. Poche coraggiose hanno deciso di non mancare.
Insieme si decide di affrontare ugualmente la discussione, nonostante l’esiguo numero delle presenti.
Entrando subito in argomento, il libro non ha riscosso consensi, è risultato prevedibile e noioso. La lettura non ha catturato il lettore.
Per alcune la vicenda è risultata come il racconto di una cronaca scarna, che non lascia nulla. Queste lettrici hanno provato a ricordare il loro vissuto, a quando hanno perso i genitori, ma non hanno ritrovato espresse quelle emozioni, non lo hanno trovato di aiuto.
Per altre che hanno vissuto forti vicende simili a quella descritta nel libro, è stato un ritrovarsi e un ritrovare cose che erano legate a un passato drammatico. Hanno trovato interessante e confortante il lavoro dell’autrice sulla ricostruzione mnemonica di un furto con delitto e sulla perdita improvvisa di una persona cara. Hanno messo in evidenza che le sensazioni di estraniamento e di mancamento, che si provano in situazioni vissute cosi fortemente, siano state ben descritta nel libro. La scrittura asciutta di Joyce Carol Oates ha aiutato nel ritrovare queste emozioni dimenticate.
Ma questo non trova tutte d’accordo.
Ci si lascia con il prossimo appuntamento fissato per martedì 3 febbraio 2009, sempre alle 17.45, con il libro Insieme e basta di Anna Gavalda.